Esperienze pregresse?
Ho recitato renzo ne "I promessi sposi"
Bene. Mi racconti di più...
Non ricordo molto. Era la recita scolastica, in prima media.
(???!!!!Ma perche capitano tutti qui???!!!)
Nb: era il casting per un aspirante attore, non il casting per il GF!
sabato 14 marzo 2009
domenica 8 marzo 2009
dubbi
I miei contratti si nutrono di proroghe, sempre con pochissimi zeri. Lavoro 3 volte tanto il conduttore del nostro programmino sfigato e guadagno tremila volte meno.
Una volta ho detto alla mia collega M che perpetro in questo mondo televisivo impervio difficile e con intarsi in silicone solo perchè al momento non trovo altro.
E poi perchè l'altro che solo grazie a qualche miracolo forse magari potrei trovare probabilmente si rivelerebbe impervio e difficile tantoquanto (ma magari con qualche intarsio al silicone in meno, e già questo non sarebbe male come punto di partenza).
Allorchè collega M mi ha guardata come se avessi detto un'eresia, e mi ha risposto:
"Sei matta?!Tutti vorrebbero essere noi".
Mi sono sentita per un attimo nel diavolo veste Prada, e ho avuto la riprova che la tv genera mostri.
Anzi, prende ciò che era normale, lo rimpinza di effimera gloria, schiavismo e stakanovismo ed ecco fatto il mostro addicted da mondo "oltre lo schermo"!
Quando sarò così, abbattetemi. Ve ne sarò grata.
Una volta ho detto alla mia collega M che perpetro in questo mondo televisivo impervio difficile e con intarsi in silicone solo perchè al momento non trovo altro.
E poi perchè l'altro che solo grazie a qualche miracolo forse magari potrei trovare probabilmente si rivelerebbe impervio e difficile tantoquanto (ma magari con qualche intarsio al silicone in meno, e già questo non sarebbe male come punto di partenza).
Allorchè collega M mi ha guardata come se avessi detto un'eresia, e mi ha risposto:
"Sei matta?!Tutti vorrebbero essere noi".
Mi sono sentita per un attimo nel diavolo veste Prada, e ho avuto la riprova che la tv genera mostri.
Anzi, prende ciò che era normale, lo rimpinza di effimera gloria, schiavismo e stakanovismo ed ecco fatto il mostro addicted da mondo "oltre lo schermo"!
Quando sarò così, abbattetemi. Ve ne sarò grata.
sabato 21 febbraio 2009
montly
Che bello avere un contratto che ogni mese scade, e ogni mese per fortuna viene rinnovato!
Oggi a Milano c'è il sole, o almeno si può dire che c'è una discreta luce.
Mi ricorda la distesa irregolare delle colline che compongono S.Francisco, e il clima meraviglioso che le lambisce sempre.
Quando con il tram arrivavo vicino alla baia, a tre passi dal mare, e vedevo quadri enormi in una galleria d'arte.
Rappresentavano delfini, non mi ricordo altro. Sono passati tanti anni, ed è stato tutto troppo breve.
L'Italia mi risucchiò, seppur non volente, su un volo di linea della Lufhtansa.
E non sono ancora tornata.
Oggi a Milano c'è il sole, o almeno si può dire che c'è una discreta luce.
Mi ricorda la distesa irregolare delle colline che compongono S.Francisco, e il clima meraviglioso che le lambisce sempre.
Quando con il tram arrivavo vicino alla baia, a tre passi dal mare, e vedevo quadri enormi in una galleria d'arte.
Rappresentavano delfini, non mi ricordo altro. Sono passati tanti anni, ed è stato tutto troppo breve.
L'Italia mi risucchiò, seppur non volente, su un volo di linea della Lufhtansa.
E non sono ancora tornata.
sabato 7 febbraio 2009
L'ITALIA NON HA SENSO
Presidio a Milano, san babila ore 17!!!
Perchè chi asseconda Berlusconi non ha idea di cosa sia la vita (mi riferisco alla povera Eluana e quel martire di suo papà) né tantomeno la libertà (mi riferisco agli attacchi alla costituzione e a Napolitano, senza citare i milioni di precedenti).
Bisogna svegliarsi dalla letargia e ricominciare a capire cosa ci stiamo perdendo: innanzitutto la civiltà e poi la democrazia.
Non vi siete accorti del regime totalitario in cui ci ha incastrato?
Se così fosse, ve lo meritate.
Altrimenti, dite ancora NO.
PS:ok io lavoro in tv, ma non per la sua tv. Certo questo non mi scagiona: guardo la sua tv, vado nei suoi cinema e a volte anche nelle sue librerie. Ma per il semplice fatto che lui HA TUTTO ciò che non dovrebbe essere suo. E si torna al totalitarismo di cui sopra. Questo è solo per chiarire che non sono senza peccato, ma per questo non voglio esimermi dal tentare di scagliare la mia minuscola pietra.
Perchè chi asseconda Berlusconi non ha idea di cosa sia la vita (mi riferisco alla povera Eluana e quel martire di suo papà) né tantomeno la libertà (mi riferisco agli attacchi alla costituzione e a Napolitano, senza citare i milioni di precedenti).
Bisogna svegliarsi dalla letargia e ricominciare a capire cosa ci stiamo perdendo: innanzitutto la civiltà e poi la democrazia.
Non vi siete accorti del regime totalitario in cui ci ha incastrato?
Se così fosse, ve lo meritate.
Altrimenti, dite ancora NO.
PS:ok io lavoro in tv, ma non per la sua tv. Certo questo non mi scagiona: guardo la sua tv, vado nei suoi cinema e a volte anche nelle sue librerie. Ma per il semplice fatto che lui HA TUTTO ciò che non dovrebbe essere suo. E si torna al totalitarismo di cui sopra. Questo è solo per chiarire che non sono senza peccato, ma per questo non voglio esimermi dal tentare di scagliare la mia minuscola pietra.
martedì 3 febbraio 2009
drinn drinn (call me, even if it's late you can call me)
Dopo 3 settimane di disoccupazione, arriva la Chiamata.
No, non del Messia, semplicemente del produttore.
"L, inizi a lavorare domani"
(preavviso: 20 ore circa)
"Anzi L, oggi sei libera?"
(L si guarda, ha un moon boot su un piede e una cibatta su un altro, sta per portare a Malpensa la propria sorella dispersa)
"Non proprio..."
"Bè allora ci vediamo domani, ciao L"
Allorchè L azzarda:
"Ma che mansioni dovrò svolgere?"
(L non è fa parte del personale tecnico e specializzato purtroppo, è solo un frammento di manovalanza umana con buona volontà e poche pretese)
"Oh non lo so, sicuramente qualcosa sulla produzione X ma poi c'è lavoro anche per Y... vedremo"
L riflette: X+Y=no vita privata. Anzi, no vita.
L riflette ancora: da un giorno all'altro non hanno idea di cosa farle fare ciò significa che il delirio è imperante
L riflette continua a riflettere: il contratto è per 6 mesi come al solito
L si chiede se nel mondo del lavoro questa epidemia di follia sia diffusa ovunque o la tv faccia "caso a sé" eccellendo in negativo...
A 23 anni/prossimanete 24 è troppo tardi per cambiare lavoro, tornare indietro, correre avanti, cambiare vita?
PS: Chiunque abbia provato a fare l'università lavorando full time potrebbe dirmi se è una mission impossible o una sfacchinata tollerabile?
No, non del Messia, semplicemente del produttore.
"L, inizi a lavorare domani"
(preavviso: 20 ore circa)
"Anzi L, oggi sei libera?"
(L si guarda, ha un moon boot su un piede e una cibatta su un altro, sta per portare a Malpensa la propria sorella dispersa)
"Non proprio..."
"Bè allora ci vediamo domani, ciao L"
Allorchè L azzarda:
"Ma che mansioni dovrò svolgere?"
(L non è fa parte del personale tecnico e specializzato purtroppo, è solo un frammento di manovalanza umana con buona volontà e poche pretese)
"Oh non lo so, sicuramente qualcosa sulla produzione X ma poi c'è lavoro anche per Y... vedremo"
L riflette: X+Y=no vita privata. Anzi, no vita.
L riflette ancora: da un giorno all'altro non hanno idea di cosa farle fare ciò significa che il delirio è imperante
L riflette continua a riflettere: il contratto è per 6 mesi come al solito
L si chiede se nel mondo del lavoro questa epidemia di follia sia diffusa ovunque o la tv faccia "caso a sé" eccellendo in negativo...
A 23 anni/prossimanete 24 è troppo tardi per cambiare lavoro, tornare indietro, correre avanti, cambiare vita?
PS: Chiunque abbia provato a fare l'università lavorando full time potrebbe dirmi se è una mission impossible o una sfacchinata tollerabile?
mercoledì 28 gennaio 2009
pigrizia
Poco desiderio creativo.
Poco desiderio sessuale.
Poco desiderio d'azione.
Che sia una anacronistica voglia di letargo a fine inverno??
Guaranà, teina o yoga per rimediare?
Quasi quasi una sera al cinema...non affatica e sazia lo sguardo.
L.
PS:Mi chiedo perchè conosco gente in grado di dormire 5 ore a notte mostrandosi, durante il giorno, più attiva e serena di me che se non ne dormo 8 sembro un paramecio in pensione.
E' una questione metaboica, d'abitudine o meramente psicoattitudinale? A chi ne sa più di me l'ardua sentenza!
Poco desiderio sessuale.
Poco desiderio d'azione.
Che sia una anacronistica voglia di letargo a fine inverno??
Guaranà, teina o yoga per rimediare?
Quasi quasi una sera al cinema...non affatica e sazia lo sguardo.
L.
PS:Mi chiedo perchè conosco gente in grado di dormire 5 ore a notte mostrandosi, durante il giorno, più attiva e serena di me che se non ne dormo 8 sembro un paramecio in pensione.
E' una questione metaboica, d'abitudine o meramente psicoattitudinale? A chi ne sa più di me l'ardua sentenza!
lunedì 26 gennaio 2009
dualismo
Appena mi allontano da questà città sento tutti i miei timori e le mie ansie dipanarsi e sciogliersi come la neve.
Torno, e sono punto a capo!
Quando lavoro dalla mattina alla sera, guadagno (ma neanche tanto), faccio la "donna moderna", e rubo tempo alla notte per pulire casa sento sempre un retrogusto di angoscia nei miei giorni.
Quando mi prendo cura delle galline di mia madre, faccio torte, guardo film e mi occupo della casa invece guadagno anni di serenità.
Probabilmente sono una casalinga dentro ma ho sbagliato epoca!
O forse è il dualismo di tutte le donne che faticano a conciliare la dimensione famigliare, intima, privata, con quella combattiva del mondo esterno.
Anche perchè il mondo del lavoro spesso premia e ricerca virtù (virtù??) prettamente maschili: competizione, prevaricazione, disponibilità temporale illimitata, assenza di maternità... infatti, almeno nel mio ambito, le donne che fanno carriera sono praticamente uomini. Belle, curate e femminili, ma uomini.
Non le ferma niente e nessuno, non hanno famiglia, non hanno peli sulla lingua né sullo stomaco.
Stimabili e intelligenti certo, ma a volte mi chiedo se non abbiano dovuto rinunciare a qualcosa di davvero importante per essere dove/come sono... e non mi rifersico semplicemente ai figli, ma a quella sensibilità che di solito forma le donne.
E' come se nella "lotta" per la parità non sia stato creato un vero equilibrio improntato sulle peculiarità dei due sessi, che sono indibbiamente diversi, ma un appiattimento della donna sul modello maschile.
Oppure sono io che ho difficoltà ad adattarmi al mondo di fuori perchè sono ansiogena, antisociale e spesso misantropa e queste sono solo attenuanti che mi autoracconto per evitare il suddetto realismo!! (Anche più semplicemente: se avessi sbagiato carriera??)
Bentornata nel mondo dopo 3 giorni da tua madre, L.
Torno, e sono punto a capo!
Quando lavoro dalla mattina alla sera, guadagno (ma neanche tanto), faccio la "donna moderna", e rubo tempo alla notte per pulire casa sento sempre un retrogusto di angoscia nei miei giorni.
Quando mi prendo cura delle galline di mia madre, faccio torte, guardo film e mi occupo della casa invece guadagno anni di serenità.
Probabilmente sono una casalinga dentro ma ho sbagliato epoca!
O forse è il dualismo di tutte le donne che faticano a conciliare la dimensione famigliare, intima, privata, con quella combattiva del mondo esterno.
Anche perchè il mondo del lavoro spesso premia e ricerca virtù (virtù??) prettamente maschili: competizione, prevaricazione, disponibilità temporale illimitata, assenza di maternità... infatti, almeno nel mio ambito, le donne che fanno carriera sono praticamente uomini. Belle, curate e femminili, ma uomini.
Non le ferma niente e nessuno, non hanno famiglia, non hanno peli sulla lingua né sullo stomaco.
Stimabili e intelligenti certo, ma a volte mi chiedo se non abbiano dovuto rinunciare a qualcosa di davvero importante per essere dove/come sono... e non mi rifersico semplicemente ai figli, ma a quella sensibilità che di solito forma le donne.
E' come se nella "lotta" per la parità non sia stato creato un vero equilibrio improntato sulle peculiarità dei due sessi, che sono indibbiamente diversi, ma un appiattimento della donna sul modello maschile.
Oppure sono io che ho difficoltà ad adattarmi al mondo di fuori perchè sono ansiogena, antisociale e spesso misantropa e queste sono solo attenuanti che mi autoracconto per evitare il suddetto realismo!! (Anche più semplicemente: se avessi sbagiato carriera??)
Bentornata nel mondo dopo 3 giorni da tua madre, L.
lunedì 19 gennaio 2009
luna calante
Quando si convive da tanto tempo, può capitare che la vita sessuale registri un "calo fisiologico". Però se hai 23 anni può capitare di fraintendere questo naturale "calo fisiologico"con del disinteresse.
Quindi chiedo a chi convive o è sposato da più di tre anni e mezzo... a voi capita mai? E come rimediate? Con pazienza o con armi di seduzione affinate?
Premetto che corpetti e perizomi NON sono il mio pane: da quel punto di vista assomiglio di più ad una novantenne:O)
Grazie ad ogni viandante consigliante, nel remoto caso ce ne siano...
Quindi chiedo a chi convive o è sposato da più di tre anni e mezzo... a voi capita mai? E come rimediate? Con pazienza o con armi di seduzione affinate?
Premetto che corpetti e perizomi NON sono il mio pane: da quel punto di vista assomiglio di più ad una novantenne:O)
Grazie ad ogni viandante consigliante, nel remoto caso ce ne siano...
venerdì 16 gennaio 2009
mumble mumble
Pare che dopo esperienze pericolose il corpo tenda alla vita con più intensità: gli occhi vedono meglio, l'adrenalina impedisce il sonno, si sente il bisogno di vivere tutto.
Anche dopo un lungo digiuno il corpo inizia a "vedere meglio" e a "sentire meglio", come se, privato dall'incombenza digestiva, potesse finalmente dedicarsi a tutto quello che è il resto.
Il nostro organismo è strano, quando rischia capisce integralmente quanto sia intensa la vita...invece quando semplicemente vive spesso ci porta a lamentarci, a sentirci insofferenti del nostro stesso esistere.
Proprio per questo (ma anche per mille altre cose) posso capire la fascinazione verso l'estremo, l'oscuro: droghe, velocità, rischio, fame... nel loro essere esperienze pericolose, per paradosso, legano alla vita. O riportano alla vita.
Posso capire, non posso giudicare.
Però quando questo lede la libertà degli altri, inizia a fare troppo male.
Anche dopo un lungo digiuno il corpo inizia a "vedere meglio" e a "sentire meglio", come se, privato dall'incombenza digestiva, potesse finalmente dedicarsi a tutto quello che è il resto.
Il nostro organismo è strano, quando rischia capisce integralmente quanto sia intensa la vita...invece quando semplicemente vive spesso ci porta a lamentarci, a sentirci insofferenti del nostro stesso esistere.
Proprio per questo (ma anche per mille altre cose) posso capire la fascinazione verso l'estremo, l'oscuro: droghe, velocità, rischio, fame... nel loro essere esperienze pericolose, per paradosso, legano alla vita. O riportano alla vita.
Posso capire, non posso giudicare.
Però quando questo lede la libertà degli altri, inizia a fare troppo male.
lunedì 12 gennaio 2009
PC TRA NOI
Io sul mio computer, L2 sul suo. E un altro computer tra noi. Siamo gli unici esseri umani a vivere in un monolocale con 3 computer+monitor sparsi.
La nostra abitazione fondamentalmente è un internet point. Gli schermi ci fissano sempre, ci riflettono, ci aspettano.
La nostra vita informatica è forse più vivace di quella che conduciamo fuori dalla porta, perchè fuori dalla porta c'è un turbinio di cose che vorremmo negare ma non ci è possibile: obblighi, lavoro, bollette, spese e ultimamente anche neve.
Io detesto la neve, eppure amo le città del nord. E' un controsenso, forse quindi è più opportuno dire che detesto la neve a Milano perchè in fondo detesto Milano. Ecco così è semplice e lineare.
Insomma, io e L2 siamo siamo persi ad accarezzare la tastiera dei nostri pc e facciamo fatica ad accorgerci di noi.
Questa è l'incomunicabilità.
Vero è che quando due persone stanno bene insieme è piacevole anche il silenzio, in questo caso condito dai battiti della tastiera... ma sempre di silenzio si tratta.
E io voglio parlare. Ora mi alzo, attraverso questi due metri, questi tre pc e lo conduco in un voritce di dolci conversazioni e coccole.
Ma sono pigra. In fondo anche pochi metri e 3 pc sono un mondo.
La nostra abitazione fondamentalmente è un internet point. Gli schermi ci fissano sempre, ci riflettono, ci aspettano.
La nostra vita informatica è forse più vivace di quella che conduciamo fuori dalla porta, perchè fuori dalla porta c'è un turbinio di cose che vorremmo negare ma non ci è possibile: obblighi, lavoro, bollette, spese e ultimamente anche neve.
Io detesto la neve, eppure amo le città del nord. E' un controsenso, forse quindi è più opportuno dire che detesto la neve a Milano perchè in fondo detesto Milano. Ecco così è semplice e lineare.
Insomma, io e L2 siamo siamo persi ad accarezzare la tastiera dei nostri pc e facciamo fatica ad accorgerci di noi.
Questa è l'incomunicabilità.
Vero è che quando due persone stanno bene insieme è piacevole anche il silenzio, in questo caso condito dai battiti della tastiera... ma sempre di silenzio si tratta.
E io voglio parlare. Ora mi alzo, attraverso questi due metri, questi tre pc e lo conduco in un voritce di dolci conversazioni e coccole.
Ma sono pigra. In fondo anche pochi metri e 3 pc sono un mondo.
storie di ordinaria raccomandazione
Giornata qualunque.
In redazione squilla il telefono del produttore e una voce non riconducibile ad un essere umano specifico dice che X, nipote del noto showman Y, ultimamente lavora poco.
Il giorno dopo della giornata qualunque, X è in redazione con te (anche se siete già in troppi per la tal produzione) e guadagna sin dal primo giorno il doppio di te!!
E' anche un ragazzo simpatico e impara in fretta, per fortuna, ma quanti anche più svegli di lui sono posteggiati in stage infiniti??
E la cosa bella è che lui ha orari personalizzati: lavora 5 ore mentre tutti ne fanno 10.
Ingorossamento culo immobile appoggiato sulla sedia inversamente proporzionale all'ingossamento portafoglio!!
"Aggiungi un posto in redazione
che c'è un parente in più
se sposti un pò la seggiola
avrai un pc anche tu
le telefonate a questo servono
a sistemare il parentato
sorridi mentre a mezzogiorno
va via il raccomandato..."
In redazione squilla il telefono del produttore e una voce non riconducibile ad un essere umano specifico dice che X, nipote del noto showman Y, ultimamente lavora poco.
Il giorno dopo della giornata qualunque, X è in redazione con te (anche se siete già in troppi per la tal produzione) e guadagna sin dal primo giorno il doppio di te!!
E' anche un ragazzo simpatico e impara in fretta, per fortuna, ma quanti anche più svegli di lui sono posteggiati in stage infiniti??
E la cosa bella è che lui ha orari personalizzati: lavora 5 ore mentre tutti ne fanno 10.
Ingorossamento culo immobile appoggiato sulla sedia inversamente proporzionale all'ingossamento portafoglio!!
"Aggiungi un posto in redazione
che c'è un parente in più
se sposti un pò la seggiola
avrai un pc anche tu
le telefonate a questo servono
a sistemare il parentato
sorridi mentre a mezzogiorno
va via il raccomandato..."
venerdì 9 gennaio 2009
martedì 6 gennaio 2009
odio i creativi
Ci sono cose che non sopporto in chi fa il creativo, o presunto tale, per mestiere. Parlo soprattutto di alcuni autori televisivi ma credo sia lo stesso in ogni ambito della creatività.
Voglio sottolineare una cosa: con creatività non intendo Arte. La creatività, dal mio punto di vista, è quell'insieme formato da pura tecnica, acume e impegno necessario per produrre qualcosa (c'è creatività in una torta, in un nodo da marinaio, in un passo di danza). Raramente questo qualcosa è Arte, solitamente è un frammento di piacevole qutidianeità (la suddetta torta fatta in casa), a volte è un lavoro (la suddetta torta del pasticcere).
Nel mio ambito la creatività serve per produrre meri e spesso standardizzati elementi di intrattenimento.
Ma i creativi che ci lavorano, non so spiegarmi il perchè, sentono spesso la discutibile necessità di essere creativi SEMPRE. Tutto quello che dicono e che scrivono deve essere infarcito di ironia o intelligenza, ogni battuta viene ponderata anche mentre parlano con l'ultima stagista a cui non potrebbe fregare di meno, ogni pagina bianca viene riempita al più presto, ogni battuta si ripete mille volte a chiunque.
E' una specie di ansia da prestazione corrosiva e distesa su ogni frammento della vita.
E' un'ansia che non sopporto, ma che purtroppo spesso ritrovo anche in me.
E mi porta a stimare soprattutto gli autori taciturni, seri, che fanno ridere o pensare solo quando devono (solo quando è giusto) e mai per forza.
Voglio sottolineare una cosa: con creatività non intendo Arte. La creatività, dal mio punto di vista, è quell'insieme formato da pura tecnica, acume e impegno necessario per produrre qualcosa (c'è creatività in una torta, in un nodo da marinaio, in un passo di danza). Raramente questo qualcosa è Arte, solitamente è un frammento di piacevole qutidianeità (la suddetta torta fatta in casa), a volte è un lavoro (la suddetta torta del pasticcere).
Nel mio ambito la creatività serve per produrre meri e spesso standardizzati elementi di intrattenimento.
Ma i creativi che ci lavorano, non so spiegarmi il perchè, sentono spesso la discutibile necessità di essere creativi SEMPRE. Tutto quello che dicono e che scrivono deve essere infarcito di ironia o intelligenza, ogni battuta viene ponderata anche mentre parlano con l'ultima stagista a cui non potrebbe fregare di meno, ogni pagina bianca viene riempita al più presto, ogni battuta si ripete mille volte a chiunque.
E' una specie di ansia da prestazione corrosiva e distesa su ogni frammento della vita.
E' un'ansia che non sopporto, ma che purtroppo spesso ritrovo anche in me.
E mi porta a stimare soprattutto gli autori taciturni, seri, che fanno ridere o pensare solo quando devono (solo quando è giusto) e mai per forza.
domenica 4 gennaio 2009
buon anno alla findus
Ho la circolazione di un sofficino findus, l'acume di un sofficino findus, la forma di un sofficino findus (che se avessi davvero mangiato solo sofficini findus non avrei) e la voglia di ricominciare a nuotare nel caos dell'anno che verrà pari a quella di un sofficino findus.
Insomma, dal 2008 al 2009 = dalla padella alla brace!
Spero solo di non farmi friggere.
E magari di trasformarmi nel capitano tra un'onda e l'altra...
PS:Ma gli squali mangiano i sofficini findus???
Insomma, dal 2008 al 2009 = dalla padella alla brace!
Spero solo di non farmi friggere.
E magari di trasformarmi nel capitano tra un'onda e l'altra...
PS:Ma gli squali mangiano i sofficini findus???
giovedì 1 gennaio 2009
e si ricomincia!
2009.
Mi auguro di disintossicarmi dal lavoro senza per questo perderlo.
Mi auguro una casa grande abbastanza per me ed L2 (quella in cui siamo renderebbe claustrofobico persino un ascensore).
Mi auguro (e lo auguro a tutti) un anno più ecocompatibile più pacifico e meno berlusconiano.
Let's hope!
Mi auguro di disintossicarmi dal lavoro senza per questo perderlo.
Mi auguro una casa grande abbastanza per me ed L2 (quella in cui siamo renderebbe claustrofobico persino un ascensore).
Mi auguro (e lo auguro a tutti) un anno più ecocompatibile più pacifico e meno berlusconiano.
Let's hope!
domenica 28 dicembre 2008
ANNI
Il mio fidanzato, L2, ha 8 anni più di me e la sua energia è direttamente proporzionale a questa differenza. Nel senso che lui ha sempre voglia di uscire, vedere gente, fare cose, andare a ballare, suonare, collassare a fine serata, organizzare pranzi etc etc. Io no. Anzi.
Quindi è proprio vero che l'età anagrafica è nulla al cospetto dell'età interiore...ed io, ad occhio e croce, dentro dovrei avere 90 anni (ben portati eh!).
Mi chiedo solo cosa mi abbia portata ad invecchiare interiormente di 70 anni in 2 miseri anni solari... (prima ero giuliva&attiva quanto l'ochetta Adelina Blamblam degli Aristogatti).
Forse il lavoro?
O forse è semplicemente il momentaneo pegno che mi sento di dover pagare alla misera età adulta (non so cosa ne pensiate voi, ma a me sembra che crescere sia una fatica notevole e abbia ben poco della fascinazione infantile et adolescenziale).
Il guaio dell'aver avuto una infanzia felice è che ci si rassegna faticosamente al vederla sfumare...
Quindi è proprio vero che l'età anagrafica è nulla al cospetto dell'età interiore...ed io, ad occhio e croce, dentro dovrei avere 90 anni (ben portati eh!).
Mi chiedo solo cosa mi abbia portata ad invecchiare interiormente di 70 anni in 2 miseri anni solari... (prima ero giuliva&attiva quanto l'ochetta Adelina Blamblam degli Aristogatti).
Forse il lavoro?
O forse è semplicemente il momentaneo pegno che mi sento di dover pagare alla misera età adulta (non so cosa ne pensiate voi, ma a me sembra che crescere sia una fatica notevole e abbia ben poco della fascinazione infantile et adolescenziale).
Il guaio dell'aver avuto una infanzia felice è che ci si rassegna faticosamente al vederla sfumare...
venerdì 26 dicembre 2008
Visioni
"Possession" di Andrej Zulawski (1981) è senza dubbio un film degno di nota.
Ottima visione per un Natale sovrappensiero.
Per quanto riguarda il cinema, ho trovato sincero e piacevolmente disturbante "Rachel getting married" di Jonathan Demme. E' scritto benissimo, e interpretato altrettanto. Inoltre io amo lo stile che ricalca il documentario, la camera a mano, le similitudini con il metodo dogma.
Strappacuore invece "The Millinaire" di Danni Boyle, costruito con precisione millimetrica, alta tensione, montaggio meravigliosamente sincopato ma lacrima troppofacile tropponelmomentogiusto.
Insomma, preferivo i tempi crudi e raw fino in fondo di trainspotting.
Adesso voglio vedere Stella, film francese di cui non so nulla. Spero solo sia anche questo un film drammatico, non ho molta voglia di ridere.
In fondo non c'è niente di cui ridere.
Ottima visione per un Natale sovrappensiero.
Per quanto riguarda il cinema, ho trovato sincero e piacevolmente disturbante "Rachel getting married" di Jonathan Demme. E' scritto benissimo, e interpretato altrettanto. Inoltre io amo lo stile che ricalca il documentario, la camera a mano, le similitudini con il metodo dogma.
Strappacuore invece "The Millinaire" di Danni Boyle, costruito con precisione millimetrica, alta tensione, montaggio meravigliosamente sincopato ma lacrima troppofacile tropponelmomentogiusto.
Insomma, preferivo i tempi crudi e raw fino in fondo di trainspotting.
Adesso voglio vedere Stella, film francese di cui non so nulla. Spero solo sia anche questo un film drammatico, non ho molta voglia di ridere.
In fondo non c'è niente di cui ridere.
martedì 23 dicembre 2008
PAZZI ORARI
(mentre sei in piena produzione)
C'è il giorno in cui devi uscire dall'ufficio prima delle consone (?) 10-12 ore, giorno in cui devi uscire per esempio verso le 18, orario in cui la gente normale solitamente esce dall'ufficio. Perchè magari devi andare dal dentista o a farti la ceretta dato che al tuo ragazzo sembra di dormire accanto all'uomo delle nevi.
In quei giorni ti stupisci perchè ti rendi conto che quando la gente normale esce dall'ufficio c'è ancora il sole e una metro ogni 2 minuti anzichè 10!
E tutti ridendo ti chiedono "L, ma oggi fai part-time??"
C'è il giorno in cui devi uscire dall'ufficio prima delle consone (?) 10-12 ore, giorno in cui devi uscire per esempio verso le 18, orario in cui la gente normale solitamente esce dall'ufficio. Perchè magari devi andare dal dentista o a farti la ceretta dato che al tuo ragazzo sembra di dormire accanto all'uomo delle nevi.
In quei giorni ti stupisci perchè ti rendi conto che quando la gente normale esce dall'ufficio c'è ancora il sole e una metro ogni 2 minuti anzichè 10!
E tutti ridendo ti chiedono "L, ma oggi fai part-time??"
riflessioni
Alla fine la tv è come la cacca: la facciamo ma non è detto che dobbiamo guardarla per forza!
Però io la guardo, quando non lavoro (cioè di rado). Comprendo la banalità della tv, inclusi i programmi che fa la casa di produzione per cui lavoro, però a volte, a piccole dosi, mi piace guardarli.
Ogni programma ha una struttura rigida e precisa, una scaletta che lo accompagna fedelmente tra un nero e l'altro, una struttura che lo regge prima di farlo cadere nell'oblio in cui cade tutta la tv.
Ecco, quella struttura mi piace.
Ha il potere di tranquillizzarmi, di rilassarmi quando le mie giornate partono con il piede sbagliato.
Mi piace la ripetizione del medesimo fino alla nausea, mi illude che il tempo non passi, che le cose non cambino. Ogni giorno c'è un tronista e le corteggiatrici che si accapigliano, ogni giorno c'è una velina che sgambetta, ogni giorno a forum due anziani litigano perchè l'erba del vicino è sempre più verde, tutto questo nonostante le armi l'acciaio e le malattie del mondo.
E poi mi piace il suo non essere nulla: non è arte, non è informazioni, non è vero intrattenimento (tutti potremmo elencare mille cose che ci intrattengono meglio della tv!). E' bello constatare di aver creato il nulla.
L'unica cosa che non capisco è perchè questo nulla abbia raggiungo una così vasta importanza per molte persone che basano i loro pensieri, i loro voti e la loro esistenza sul palinsesto.
Spesso mi sono chiesta perchè ho deciso di lavorare in tv, e credo che la risposta derivi proprio da questo nulla.
Io da piccola volevo fare cose che avevano a che fare con il tutto, cose davvero utili: mi sognavo neurologo, anestesista o veterinario. E siccome amavo scrivere anche giornalista! (Ovviamente tutto insieme, ero iper attiva anche nei sogni).
Poi però crescendo mi sono trovata nel corpo e nella mente di una giovane donna attratta dalle immagini in movinento (quanti pomeriggi al cinema! quanti film!) e allergica alle responsabilità.
La responsabilità mi incuteva un terrore sinistro.
E tutti i lavori utili comportano una notevole responsabilità.
Quindi per poter vivere sovrappensiero ho scelto la strada di quello che mi sembrava il lavoro inutile per eccellenza, appunto il nulla, quindi la tv.
Purtroppo però per molti miei colleghi fare un prime time è come fare un'operazione a cuore aperto, e la mia speranza di vivere con poco stress è stata vanificata dalla contingenza del lavoro.
Ma resta il fatto che in tv ogni errore è rimediabile, ogni scelta è modificabile, ogni disastro è ricucibile.
Questo è il suo bello, questo è quello che mi diverte.
Perchè alla fine, nonostante gli orari e la follia diffusa, devo ammettere il mio lavoro mi diverte.
Per quanto migliore, temo che fare il dottore non mi divertirebbe (nonostante l'attrazione per tutto ciò che è ospedale, guarigione, bisturi etc non demorda... anzi se in ascolto c'è un bel chirurgo che mi vuole sposare io sono qui:)
Magari a 30 anni cambierò vita e farò scienze infermieristiche. Magari a 30 cambierò vita e mi trasferirò all'estero a cucinare torte in una pasticceria a little italy (tanto i miei famigliari, credendomi impegnata in una produzione particolarmente lunga, non se ne accorgeranno e non si preoccuperanno). Magari a 30....
Però io la guardo, quando non lavoro (cioè di rado). Comprendo la banalità della tv, inclusi i programmi che fa la casa di produzione per cui lavoro, però a volte, a piccole dosi, mi piace guardarli.
Ogni programma ha una struttura rigida e precisa, una scaletta che lo accompagna fedelmente tra un nero e l'altro, una struttura che lo regge prima di farlo cadere nell'oblio in cui cade tutta la tv.
Ecco, quella struttura mi piace.
Ha il potere di tranquillizzarmi, di rilassarmi quando le mie giornate partono con il piede sbagliato.
Mi piace la ripetizione del medesimo fino alla nausea, mi illude che il tempo non passi, che le cose non cambino. Ogni giorno c'è un tronista e le corteggiatrici che si accapigliano, ogni giorno c'è una velina che sgambetta, ogni giorno a forum due anziani litigano perchè l'erba del vicino è sempre più verde, tutto questo nonostante le armi l'acciaio e le malattie del mondo.
E poi mi piace il suo non essere nulla: non è arte, non è informazioni, non è vero intrattenimento (tutti potremmo elencare mille cose che ci intrattengono meglio della tv!). E' bello constatare di aver creato il nulla.
L'unica cosa che non capisco è perchè questo nulla abbia raggiungo una così vasta importanza per molte persone che basano i loro pensieri, i loro voti e la loro esistenza sul palinsesto.
Spesso mi sono chiesta perchè ho deciso di lavorare in tv, e credo che la risposta derivi proprio da questo nulla.
Io da piccola volevo fare cose che avevano a che fare con il tutto, cose davvero utili: mi sognavo neurologo, anestesista o veterinario. E siccome amavo scrivere anche giornalista! (Ovviamente tutto insieme, ero iper attiva anche nei sogni).
Poi però crescendo mi sono trovata nel corpo e nella mente di una giovane donna attratta dalle immagini in movinento (quanti pomeriggi al cinema! quanti film!) e allergica alle responsabilità.
La responsabilità mi incuteva un terrore sinistro.
E tutti i lavori utili comportano una notevole responsabilità.
Quindi per poter vivere sovrappensiero ho scelto la strada di quello che mi sembrava il lavoro inutile per eccellenza, appunto il nulla, quindi la tv.
Purtroppo però per molti miei colleghi fare un prime time è come fare un'operazione a cuore aperto, e la mia speranza di vivere con poco stress è stata vanificata dalla contingenza del lavoro.
Ma resta il fatto che in tv ogni errore è rimediabile, ogni scelta è modificabile, ogni disastro è ricucibile.
Questo è il suo bello, questo è quello che mi diverte.
Perchè alla fine, nonostante gli orari e la follia diffusa, devo ammettere il mio lavoro mi diverte.
Per quanto migliore, temo che fare il dottore non mi divertirebbe (nonostante l'attrazione per tutto ciò che è ospedale, guarigione, bisturi etc non demorda... anzi se in ascolto c'è un bel chirurgo che mi vuole sposare io sono qui:)
Magari a 30 anni cambierò vita e farò scienze infermieristiche. Magari a 30 cambierò vita e mi trasferirò all'estero a cucinare torte in una pasticceria a little italy (tanto i miei famigliari, credendomi impegnata in una produzione particolarmente lunga, non se ne accorgeranno e non si preoccuperanno). Magari a 30....
MIND THE GAP
Vorrei approfondire il discorso sul vuoto a cui accennavo nel post precendete: dovete sapere che il lavoro nelle case di produzione televisive non è costante. Non si lavorano le classiche 8 ore come tutti, per tutti i mesi dell'anno salvo agosto e Natale.
La tv funziona a produzione: per esempio dobbiamo fare 10 puntate del programma x, per farle si preventivano 6 mesi. Ecco, quei sei mesi sono l'arco di durata della nostra produzione...mesi che appunto spesso aumentano, o sbordano un pò. In quei sei mesi, siccome la messa in onda delle nostre puntate non cambia e purtroppo non scappa, spesso non esiste altro che la produzione. Magari per quel programma sarebbe stato sensato preventivare 8 mesi ma più accorci i tempi più soldi risparmi e le reti amano risparmiare, quindi che 6 mesi siano!
E la gente in quei 6 mesi lavora SEMPRE.
I famigliari ti danno per dispersa (credo che la maggioranza dei casi di "chi l'ha visto?" riguardi maestranze televisive), i fidanzati ti mollano ma tu non te ne accorgi, arriva l'estate ma esci ancora con l'ombrello perchè non sai che mese sia, la tua ricrescita raggiunge livelli da record tipo mengorvie nella foresta fluviale, se scoppia una nuova guerra vieni a saperlo con 2 o 3 giorni di delay.
Io all'inizio non ci volevo credere. Tutt'ora non ci credo ma lo faccio e mia madre manda SMS al mio compagno per sapere come sto.
Poi la produzione finisce, il contratto finisce, i soldi finiscono ma thank God si sta a casa per un pò, tra una programma e l'altro. Si guarda fuori dalla finestra e si vedono gli uccellini cantare, si capisce che la domenica gli altri essermi umani non lavorano, si constata che durante l'inverno è allagata la cantina, che il vostro compagno ha stretto grande amicizia con vostra madre, si realizza che l'anziana del terzo piano due mesi fa è passata a miglio vita e nonostante ciò si gongola perchè si ha di nuovo tempo, di nuovo una vita.
E' una nascita, ogni 6 mesi.
Non si sente più parlare di "emissioni, cavi rgb, beta, segnale audio, keyframe, scavalcamenti di campo".
Però non tutti gongolano come me, c'è gente che è stata assorbita così tanto dalle produzioni da non aver solo dimenticato temporaneamente di avere una vita, ma di averla cancellata del tutto.
Autori sparuti che il girano senza pace da una sala montaggio all'altra, poco prima della fine, e ti guardano in faccia con l'occhio spento e ti/si chiedono "da domani cosa farò?".
Io l'ho già detto al mio compagno: se un giorno ti dirò così, abbattimi. Fallo per me.
La tv funziona a produzione: per esempio dobbiamo fare 10 puntate del programma x, per farle si preventivano 6 mesi. Ecco, quei sei mesi sono l'arco di durata della nostra produzione...mesi che appunto spesso aumentano, o sbordano un pò. In quei sei mesi, siccome la messa in onda delle nostre puntate non cambia e purtroppo non scappa, spesso non esiste altro che la produzione. Magari per quel programma sarebbe stato sensato preventivare 8 mesi ma più accorci i tempi più soldi risparmi e le reti amano risparmiare, quindi che 6 mesi siano!
E la gente in quei 6 mesi lavora SEMPRE.
I famigliari ti danno per dispersa (credo che la maggioranza dei casi di "chi l'ha visto?" riguardi maestranze televisive), i fidanzati ti mollano ma tu non te ne accorgi, arriva l'estate ma esci ancora con l'ombrello perchè non sai che mese sia, la tua ricrescita raggiunge livelli da record tipo mengorvie nella foresta fluviale, se scoppia una nuova guerra vieni a saperlo con 2 o 3 giorni di delay.
Io all'inizio non ci volevo credere. Tutt'ora non ci credo ma lo faccio e mia madre manda SMS al mio compagno per sapere come sto.
Poi la produzione finisce, il contratto finisce, i soldi finiscono ma thank God si sta a casa per un pò, tra una programma e l'altro. Si guarda fuori dalla finestra e si vedono gli uccellini cantare, si capisce che la domenica gli altri essermi umani non lavorano, si constata che durante l'inverno è allagata la cantina, che il vostro compagno ha stretto grande amicizia con vostra madre, si realizza che l'anziana del terzo piano due mesi fa è passata a miglio vita e nonostante ciò si gongola perchè si ha di nuovo tempo, di nuovo una vita.
E' una nascita, ogni 6 mesi.
Non si sente più parlare di "emissioni, cavi rgb, beta, segnale audio, keyframe, scavalcamenti di campo".
Però non tutti gongolano come me, c'è gente che è stata assorbita così tanto dalle produzioni da non aver solo dimenticato temporaneamente di avere una vita, ma di averla cancellata del tutto.
Autori sparuti che il girano senza pace da una sala montaggio all'altra, poco prima della fine, e ti guardano in faccia con l'occhio spento e ti/si chiedono "da domani cosa farò?".
Io l'ho già detto al mio compagno: se un giorno ti dirò così, abbattimi. Fallo per me.
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