Che bello avere un contratto che ogni mese scade, e ogni mese per fortuna viene rinnovato!
Oggi a Milano c'è il sole, o almeno si può dire che c'è una discreta luce.
Mi ricorda la distesa irregolare delle colline che compongono S.Francisco, e il clima meraviglioso che le lambisce sempre.
Quando con il tram arrivavo vicino alla baia, a tre passi dal mare, e vedevo quadri enormi in una galleria d'arte.
Rappresentavano delfini, non mi ricordo altro. Sono passati tanti anni, ed è stato tutto troppo breve.
L'Italia mi risucchiò, seppur non volente, su un volo di linea della Lufhtansa.
E non sono ancora tornata.
Visualizzazione post con etichetta pensieri senza coda. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pensieri senza coda. Mostra tutti i post
sabato 21 febbraio 2009
lunedì 26 gennaio 2009
dualismo
Appena mi allontano da questà città sento tutti i miei timori e le mie ansie dipanarsi e sciogliersi come la neve.
Torno, e sono punto a capo!
Quando lavoro dalla mattina alla sera, guadagno (ma neanche tanto), faccio la "donna moderna", e rubo tempo alla notte per pulire casa sento sempre un retrogusto di angoscia nei miei giorni.
Quando mi prendo cura delle galline di mia madre, faccio torte, guardo film e mi occupo della casa invece guadagno anni di serenità.
Probabilmente sono una casalinga dentro ma ho sbagliato epoca!
O forse è il dualismo di tutte le donne che faticano a conciliare la dimensione famigliare, intima, privata, con quella combattiva del mondo esterno.
Anche perchè il mondo del lavoro spesso premia e ricerca virtù (virtù??) prettamente maschili: competizione, prevaricazione, disponibilità temporale illimitata, assenza di maternità... infatti, almeno nel mio ambito, le donne che fanno carriera sono praticamente uomini. Belle, curate e femminili, ma uomini.
Non le ferma niente e nessuno, non hanno famiglia, non hanno peli sulla lingua né sullo stomaco.
Stimabili e intelligenti certo, ma a volte mi chiedo se non abbiano dovuto rinunciare a qualcosa di davvero importante per essere dove/come sono... e non mi rifersico semplicemente ai figli, ma a quella sensibilità che di solito forma le donne.
E' come se nella "lotta" per la parità non sia stato creato un vero equilibrio improntato sulle peculiarità dei due sessi, che sono indibbiamente diversi, ma un appiattimento della donna sul modello maschile.
Oppure sono io che ho difficoltà ad adattarmi al mondo di fuori perchè sono ansiogena, antisociale e spesso misantropa e queste sono solo attenuanti che mi autoracconto per evitare il suddetto realismo!! (Anche più semplicemente: se avessi sbagiato carriera??)
Bentornata nel mondo dopo 3 giorni da tua madre, L.
Torno, e sono punto a capo!
Quando lavoro dalla mattina alla sera, guadagno (ma neanche tanto), faccio la "donna moderna", e rubo tempo alla notte per pulire casa sento sempre un retrogusto di angoscia nei miei giorni.
Quando mi prendo cura delle galline di mia madre, faccio torte, guardo film e mi occupo della casa invece guadagno anni di serenità.
Probabilmente sono una casalinga dentro ma ho sbagliato epoca!
O forse è il dualismo di tutte le donne che faticano a conciliare la dimensione famigliare, intima, privata, con quella combattiva del mondo esterno.
Anche perchè il mondo del lavoro spesso premia e ricerca virtù (virtù??) prettamente maschili: competizione, prevaricazione, disponibilità temporale illimitata, assenza di maternità... infatti, almeno nel mio ambito, le donne che fanno carriera sono praticamente uomini. Belle, curate e femminili, ma uomini.
Non le ferma niente e nessuno, non hanno famiglia, non hanno peli sulla lingua né sullo stomaco.
Stimabili e intelligenti certo, ma a volte mi chiedo se non abbiano dovuto rinunciare a qualcosa di davvero importante per essere dove/come sono... e non mi rifersico semplicemente ai figli, ma a quella sensibilità che di solito forma le donne.
E' come se nella "lotta" per la parità non sia stato creato un vero equilibrio improntato sulle peculiarità dei due sessi, che sono indibbiamente diversi, ma un appiattimento della donna sul modello maschile.
Oppure sono io che ho difficoltà ad adattarmi al mondo di fuori perchè sono ansiogena, antisociale e spesso misantropa e queste sono solo attenuanti che mi autoracconto per evitare il suddetto realismo!! (Anche più semplicemente: se avessi sbagiato carriera??)
Bentornata nel mondo dopo 3 giorni da tua madre, L.
venerdì 16 gennaio 2009
mumble mumble
Pare che dopo esperienze pericolose il corpo tenda alla vita con più intensità: gli occhi vedono meglio, l'adrenalina impedisce il sonno, si sente il bisogno di vivere tutto.
Anche dopo un lungo digiuno il corpo inizia a "vedere meglio" e a "sentire meglio", come se, privato dall'incombenza digestiva, potesse finalmente dedicarsi a tutto quello che è il resto.
Il nostro organismo è strano, quando rischia capisce integralmente quanto sia intensa la vita...invece quando semplicemente vive spesso ci porta a lamentarci, a sentirci insofferenti del nostro stesso esistere.
Proprio per questo (ma anche per mille altre cose) posso capire la fascinazione verso l'estremo, l'oscuro: droghe, velocità, rischio, fame... nel loro essere esperienze pericolose, per paradosso, legano alla vita. O riportano alla vita.
Posso capire, non posso giudicare.
Però quando questo lede la libertà degli altri, inizia a fare troppo male.
Anche dopo un lungo digiuno il corpo inizia a "vedere meglio" e a "sentire meglio", come se, privato dall'incombenza digestiva, potesse finalmente dedicarsi a tutto quello che è il resto.
Il nostro organismo è strano, quando rischia capisce integralmente quanto sia intensa la vita...invece quando semplicemente vive spesso ci porta a lamentarci, a sentirci insofferenti del nostro stesso esistere.
Proprio per questo (ma anche per mille altre cose) posso capire la fascinazione verso l'estremo, l'oscuro: droghe, velocità, rischio, fame... nel loro essere esperienze pericolose, per paradosso, legano alla vita. O riportano alla vita.
Posso capire, non posso giudicare.
Però quando questo lede la libertà degli altri, inizia a fare troppo male.
Iscriviti a:
Post (Atom)