martedì 3 febbraio 2009

drinn drinn (call me, even if it's late you can call me)

Dopo 3 settimane di disoccupazione, arriva la Chiamata.
No, non del Messia, semplicemente del produttore.
"L, inizi a lavorare domani"
(preavviso: 20 ore circa)
"Anzi L, oggi sei libera?"
(L si guarda, ha un moon boot su un piede e una cibatta su un altro, sta per portare a Malpensa la propria sorella dispersa)
"Non proprio..."
"Bè allora ci vediamo domani, ciao L"
Allorchè L azzarda:
"Ma che mansioni dovrò svolgere?"
(L non è fa parte del personale tecnico e specializzato purtroppo, è solo un frammento di manovalanza umana con buona volontà e poche pretese)
"Oh non lo so, sicuramente qualcosa sulla produzione X ma poi c'è lavoro anche per Y... vedremo"
L riflette: X+Y=no vita privata. Anzi, no vita.
L riflette ancora: da un giorno all'altro non hanno idea di cosa farle fare ciò significa che il delirio è imperante
L riflette continua a riflettere: il contratto è per 6 mesi come al solito

L si chiede se nel mondo del lavoro questa epidemia di follia sia diffusa ovunque o la tv faccia "caso a sé" eccellendo in negativo...

A 23 anni/prossimanete 24 è troppo tardi per cambiare lavoro, tornare indietro, correre avanti, cambiare vita?

PS: Chiunque abbia provato a fare l'università lavorando full time potrebbe dirmi se è una mission impossible o una sfacchinata tollerabile?

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