Il mio fidanzato, L2, ha 8 anni più di me e la sua energia è direttamente proporzionale a questa differenza. Nel senso che lui ha sempre voglia di uscire, vedere gente, fare cose, andare a ballare, suonare, collassare a fine serata, organizzare pranzi etc etc. Io no. Anzi.
Quindi è proprio vero che l'età anagrafica è nulla al cospetto dell'età interiore...ed io, ad occhio e croce, dentro dovrei avere 90 anni (ben portati eh!).
Mi chiedo solo cosa mi abbia portata ad invecchiare interiormente di 70 anni in 2 miseri anni solari... (prima ero giuliva&attiva quanto l'ochetta Adelina Blamblam degli Aristogatti).
Forse il lavoro?
O forse è semplicemente il momentaneo pegno che mi sento di dover pagare alla misera età adulta (non so cosa ne pensiate voi, ma a me sembra che crescere sia una fatica notevole e abbia ben poco della fascinazione infantile et adolescenziale).
Il guaio dell'aver avuto una infanzia felice è che ci si rassegna faticosamente al vederla sfumare...
domenica 28 dicembre 2008
venerdì 26 dicembre 2008
Visioni
"Possession" di Andrej Zulawski (1981) è senza dubbio un film degno di nota.
Ottima visione per un Natale sovrappensiero.
Per quanto riguarda il cinema, ho trovato sincero e piacevolmente disturbante "Rachel getting married" di Jonathan Demme. E' scritto benissimo, e interpretato altrettanto. Inoltre io amo lo stile che ricalca il documentario, la camera a mano, le similitudini con il metodo dogma.
Strappacuore invece "The Millinaire" di Danni Boyle, costruito con precisione millimetrica, alta tensione, montaggio meravigliosamente sincopato ma lacrima troppofacile tropponelmomentogiusto.
Insomma, preferivo i tempi crudi e raw fino in fondo di trainspotting.
Adesso voglio vedere Stella, film francese di cui non so nulla. Spero solo sia anche questo un film drammatico, non ho molta voglia di ridere.
In fondo non c'è niente di cui ridere.
Ottima visione per un Natale sovrappensiero.
Per quanto riguarda il cinema, ho trovato sincero e piacevolmente disturbante "Rachel getting married" di Jonathan Demme. E' scritto benissimo, e interpretato altrettanto. Inoltre io amo lo stile che ricalca il documentario, la camera a mano, le similitudini con il metodo dogma.
Strappacuore invece "The Millinaire" di Danni Boyle, costruito con precisione millimetrica, alta tensione, montaggio meravigliosamente sincopato ma lacrima troppofacile tropponelmomentogiusto.
Insomma, preferivo i tempi crudi e raw fino in fondo di trainspotting.
Adesso voglio vedere Stella, film francese di cui non so nulla. Spero solo sia anche questo un film drammatico, non ho molta voglia di ridere.
In fondo non c'è niente di cui ridere.
martedì 23 dicembre 2008
PAZZI ORARI
(mentre sei in piena produzione)
C'è il giorno in cui devi uscire dall'ufficio prima delle consone (?) 10-12 ore, giorno in cui devi uscire per esempio verso le 18, orario in cui la gente normale solitamente esce dall'ufficio. Perchè magari devi andare dal dentista o a farti la ceretta dato che al tuo ragazzo sembra di dormire accanto all'uomo delle nevi.
In quei giorni ti stupisci perchè ti rendi conto che quando la gente normale esce dall'ufficio c'è ancora il sole e una metro ogni 2 minuti anzichè 10!
E tutti ridendo ti chiedono "L, ma oggi fai part-time??"
C'è il giorno in cui devi uscire dall'ufficio prima delle consone (?) 10-12 ore, giorno in cui devi uscire per esempio verso le 18, orario in cui la gente normale solitamente esce dall'ufficio. Perchè magari devi andare dal dentista o a farti la ceretta dato che al tuo ragazzo sembra di dormire accanto all'uomo delle nevi.
In quei giorni ti stupisci perchè ti rendi conto che quando la gente normale esce dall'ufficio c'è ancora il sole e una metro ogni 2 minuti anzichè 10!
E tutti ridendo ti chiedono "L, ma oggi fai part-time??"
riflessioni
Alla fine la tv è come la cacca: la facciamo ma non è detto che dobbiamo guardarla per forza!
Però io la guardo, quando non lavoro (cioè di rado). Comprendo la banalità della tv, inclusi i programmi che fa la casa di produzione per cui lavoro, però a volte, a piccole dosi, mi piace guardarli.
Ogni programma ha una struttura rigida e precisa, una scaletta che lo accompagna fedelmente tra un nero e l'altro, una struttura che lo regge prima di farlo cadere nell'oblio in cui cade tutta la tv.
Ecco, quella struttura mi piace.
Ha il potere di tranquillizzarmi, di rilassarmi quando le mie giornate partono con il piede sbagliato.
Mi piace la ripetizione del medesimo fino alla nausea, mi illude che il tempo non passi, che le cose non cambino. Ogni giorno c'è un tronista e le corteggiatrici che si accapigliano, ogni giorno c'è una velina che sgambetta, ogni giorno a forum due anziani litigano perchè l'erba del vicino è sempre più verde, tutto questo nonostante le armi l'acciaio e le malattie del mondo.
E poi mi piace il suo non essere nulla: non è arte, non è informazioni, non è vero intrattenimento (tutti potremmo elencare mille cose che ci intrattengono meglio della tv!). E' bello constatare di aver creato il nulla.
L'unica cosa che non capisco è perchè questo nulla abbia raggiungo una così vasta importanza per molte persone che basano i loro pensieri, i loro voti e la loro esistenza sul palinsesto.
Spesso mi sono chiesta perchè ho deciso di lavorare in tv, e credo che la risposta derivi proprio da questo nulla.
Io da piccola volevo fare cose che avevano a che fare con il tutto, cose davvero utili: mi sognavo neurologo, anestesista o veterinario. E siccome amavo scrivere anche giornalista! (Ovviamente tutto insieme, ero iper attiva anche nei sogni).
Poi però crescendo mi sono trovata nel corpo e nella mente di una giovane donna attratta dalle immagini in movinento (quanti pomeriggi al cinema! quanti film!) e allergica alle responsabilità.
La responsabilità mi incuteva un terrore sinistro.
E tutti i lavori utili comportano una notevole responsabilità.
Quindi per poter vivere sovrappensiero ho scelto la strada di quello che mi sembrava il lavoro inutile per eccellenza, appunto il nulla, quindi la tv.
Purtroppo però per molti miei colleghi fare un prime time è come fare un'operazione a cuore aperto, e la mia speranza di vivere con poco stress è stata vanificata dalla contingenza del lavoro.
Ma resta il fatto che in tv ogni errore è rimediabile, ogni scelta è modificabile, ogni disastro è ricucibile.
Questo è il suo bello, questo è quello che mi diverte.
Perchè alla fine, nonostante gli orari e la follia diffusa, devo ammettere il mio lavoro mi diverte.
Per quanto migliore, temo che fare il dottore non mi divertirebbe (nonostante l'attrazione per tutto ciò che è ospedale, guarigione, bisturi etc non demorda... anzi se in ascolto c'è un bel chirurgo che mi vuole sposare io sono qui:)
Magari a 30 anni cambierò vita e farò scienze infermieristiche. Magari a 30 cambierò vita e mi trasferirò all'estero a cucinare torte in una pasticceria a little italy (tanto i miei famigliari, credendomi impegnata in una produzione particolarmente lunga, non se ne accorgeranno e non si preoccuperanno). Magari a 30....
Però io la guardo, quando non lavoro (cioè di rado). Comprendo la banalità della tv, inclusi i programmi che fa la casa di produzione per cui lavoro, però a volte, a piccole dosi, mi piace guardarli.
Ogni programma ha una struttura rigida e precisa, una scaletta che lo accompagna fedelmente tra un nero e l'altro, una struttura che lo regge prima di farlo cadere nell'oblio in cui cade tutta la tv.
Ecco, quella struttura mi piace.
Ha il potere di tranquillizzarmi, di rilassarmi quando le mie giornate partono con il piede sbagliato.
Mi piace la ripetizione del medesimo fino alla nausea, mi illude che il tempo non passi, che le cose non cambino. Ogni giorno c'è un tronista e le corteggiatrici che si accapigliano, ogni giorno c'è una velina che sgambetta, ogni giorno a forum due anziani litigano perchè l'erba del vicino è sempre più verde, tutto questo nonostante le armi l'acciaio e le malattie del mondo.
E poi mi piace il suo non essere nulla: non è arte, non è informazioni, non è vero intrattenimento (tutti potremmo elencare mille cose che ci intrattengono meglio della tv!). E' bello constatare di aver creato il nulla.
L'unica cosa che non capisco è perchè questo nulla abbia raggiungo una così vasta importanza per molte persone che basano i loro pensieri, i loro voti e la loro esistenza sul palinsesto.
Spesso mi sono chiesta perchè ho deciso di lavorare in tv, e credo che la risposta derivi proprio da questo nulla.
Io da piccola volevo fare cose che avevano a che fare con il tutto, cose davvero utili: mi sognavo neurologo, anestesista o veterinario. E siccome amavo scrivere anche giornalista! (Ovviamente tutto insieme, ero iper attiva anche nei sogni).
Poi però crescendo mi sono trovata nel corpo e nella mente di una giovane donna attratta dalle immagini in movinento (quanti pomeriggi al cinema! quanti film!) e allergica alle responsabilità.
La responsabilità mi incuteva un terrore sinistro.
E tutti i lavori utili comportano una notevole responsabilità.
Quindi per poter vivere sovrappensiero ho scelto la strada di quello che mi sembrava il lavoro inutile per eccellenza, appunto il nulla, quindi la tv.
Purtroppo però per molti miei colleghi fare un prime time è come fare un'operazione a cuore aperto, e la mia speranza di vivere con poco stress è stata vanificata dalla contingenza del lavoro.
Ma resta il fatto che in tv ogni errore è rimediabile, ogni scelta è modificabile, ogni disastro è ricucibile.
Questo è il suo bello, questo è quello che mi diverte.
Perchè alla fine, nonostante gli orari e la follia diffusa, devo ammettere il mio lavoro mi diverte.
Per quanto migliore, temo che fare il dottore non mi divertirebbe (nonostante l'attrazione per tutto ciò che è ospedale, guarigione, bisturi etc non demorda... anzi se in ascolto c'è un bel chirurgo che mi vuole sposare io sono qui:)
Magari a 30 anni cambierò vita e farò scienze infermieristiche. Magari a 30 cambierò vita e mi trasferirò all'estero a cucinare torte in una pasticceria a little italy (tanto i miei famigliari, credendomi impegnata in una produzione particolarmente lunga, non se ne accorgeranno e non si preoccuperanno). Magari a 30....
MIND THE GAP
Vorrei approfondire il discorso sul vuoto a cui accennavo nel post precendete: dovete sapere che il lavoro nelle case di produzione televisive non è costante. Non si lavorano le classiche 8 ore come tutti, per tutti i mesi dell'anno salvo agosto e Natale.
La tv funziona a produzione: per esempio dobbiamo fare 10 puntate del programma x, per farle si preventivano 6 mesi. Ecco, quei sei mesi sono l'arco di durata della nostra produzione...mesi che appunto spesso aumentano, o sbordano un pò. In quei sei mesi, siccome la messa in onda delle nostre puntate non cambia e purtroppo non scappa, spesso non esiste altro che la produzione. Magari per quel programma sarebbe stato sensato preventivare 8 mesi ma più accorci i tempi più soldi risparmi e le reti amano risparmiare, quindi che 6 mesi siano!
E la gente in quei 6 mesi lavora SEMPRE.
I famigliari ti danno per dispersa (credo che la maggioranza dei casi di "chi l'ha visto?" riguardi maestranze televisive), i fidanzati ti mollano ma tu non te ne accorgi, arriva l'estate ma esci ancora con l'ombrello perchè non sai che mese sia, la tua ricrescita raggiunge livelli da record tipo mengorvie nella foresta fluviale, se scoppia una nuova guerra vieni a saperlo con 2 o 3 giorni di delay.
Io all'inizio non ci volevo credere. Tutt'ora non ci credo ma lo faccio e mia madre manda SMS al mio compagno per sapere come sto.
Poi la produzione finisce, il contratto finisce, i soldi finiscono ma thank God si sta a casa per un pò, tra una programma e l'altro. Si guarda fuori dalla finestra e si vedono gli uccellini cantare, si capisce che la domenica gli altri essermi umani non lavorano, si constata che durante l'inverno è allagata la cantina, che il vostro compagno ha stretto grande amicizia con vostra madre, si realizza che l'anziana del terzo piano due mesi fa è passata a miglio vita e nonostante ciò si gongola perchè si ha di nuovo tempo, di nuovo una vita.
E' una nascita, ogni 6 mesi.
Non si sente più parlare di "emissioni, cavi rgb, beta, segnale audio, keyframe, scavalcamenti di campo".
Però non tutti gongolano come me, c'è gente che è stata assorbita così tanto dalle produzioni da non aver solo dimenticato temporaneamente di avere una vita, ma di averla cancellata del tutto.
Autori sparuti che il girano senza pace da una sala montaggio all'altra, poco prima della fine, e ti guardano in faccia con l'occhio spento e ti/si chiedono "da domani cosa farò?".
Io l'ho già detto al mio compagno: se un giorno ti dirò così, abbattimi. Fallo per me.
La tv funziona a produzione: per esempio dobbiamo fare 10 puntate del programma x, per farle si preventivano 6 mesi. Ecco, quei sei mesi sono l'arco di durata della nostra produzione...mesi che appunto spesso aumentano, o sbordano un pò. In quei sei mesi, siccome la messa in onda delle nostre puntate non cambia e purtroppo non scappa, spesso non esiste altro che la produzione. Magari per quel programma sarebbe stato sensato preventivare 8 mesi ma più accorci i tempi più soldi risparmi e le reti amano risparmiare, quindi che 6 mesi siano!
E la gente in quei 6 mesi lavora SEMPRE.
I famigliari ti danno per dispersa (credo che la maggioranza dei casi di "chi l'ha visto?" riguardi maestranze televisive), i fidanzati ti mollano ma tu non te ne accorgi, arriva l'estate ma esci ancora con l'ombrello perchè non sai che mese sia, la tua ricrescita raggiunge livelli da record tipo mengorvie nella foresta fluviale, se scoppia una nuova guerra vieni a saperlo con 2 o 3 giorni di delay.
Io all'inizio non ci volevo credere. Tutt'ora non ci credo ma lo faccio e mia madre manda SMS al mio compagno per sapere come sto.
Poi la produzione finisce, il contratto finisce, i soldi finiscono ma thank God si sta a casa per un pò, tra una programma e l'altro. Si guarda fuori dalla finestra e si vedono gli uccellini cantare, si capisce che la domenica gli altri essermi umani non lavorano, si constata che durante l'inverno è allagata la cantina, che il vostro compagno ha stretto grande amicizia con vostra madre, si realizza che l'anziana del terzo piano due mesi fa è passata a miglio vita e nonostante ciò si gongola perchè si ha di nuovo tempo, di nuovo una vita.
E' una nascita, ogni 6 mesi.
Non si sente più parlare di "emissioni, cavi rgb, beta, segnale audio, keyframe, scavalcamenti di campo".
Però non tutti gongolano come me, c'è gente che è stata assorbita così tanto dalle produzioni da non aver solo dimenticato temporaneamente di avere una vita, ma di averla cancellata del tutto.
Autori sparuti che il girano senza pace da una sala montaggio all'altra, poco prima della fine, e ti guardano in faccia con l'occhio spento e ti/si chiedono "da domani cosa farò?".
Io l'ho già detto al mio compagno: se un giorno ti dirò così, abbattimi. Fallo per me.
ADIPE
Il mio peso corporeo varia a seconda della produzione su cui sto lavorando. Anzi, varia a seconda della fase della produzione a cui sto lavorando.
Facciamo che la produzione del programma X duri sei mesi (facciamo 7 contando il naturale e fisiologico ritardo in cui incappano tutti i programmi di questo mondo, soprattutto quelli spacciati dalla rete come "semplici programmini" i quali poi si ritrovano ad essere "immensi casini"). Il primo mese in cui pare essere tutto sotto controllo il mio peso non accenna a schiodarsi dalla sua tipica abbondanza, poi purtroppo il primo mese passa e tutti passeranno il resto del tempo a rimpiangerlo: nei restanti 4/5 mesi difatti tutti si troveranno a lavorare un minimo di 10 ore al giorno, spesso weekend compresi, per parare alla rilassatezza di tal primo mese e a tutti gli immancabili errori che accompagnonano tutte le produzioni televisive non so se del mondo ma d'Italia sicuro. In quei 4/5 mesi io perdo statisticamente 4/5 kg. L'ho nominata "dieta televisiva" ed è composta dai seguenti, sani e bilanciati elementi:
ORE 9 colazione
brioche ingurcitata correndo verso l'ufficio
ORE 14
(Lpensa:"oddio! Mi sono scordata che era ora di pranzo! ma siamo sul set, siamo in ritardo, siamo, sono..."L non sa cosa pensare)
taralli della macchinetta e mela rinvenuta nella tasca destra del cappotto probabilmente risale al 15-18
ORE18
caffè macchiato
ORE21
L "forse è il caso di ordinare un falafel?"
Tutti "sì sì sì"
falafel
ORE 22,30
un bel succo di frutta sempre delle famose macchinette sulla via di casa
conornare il tutto con zero attività fisica ma tanto ottimo stress di prima qualità
Poi arriva l'ultimo mese, il mese dell'archivio, dei commenti, di com'è andata, di speriamo di aver fatto tutto, di "oh cielo ma il mio contratto è scaduto da 2 settimane!", è il mese in cui la gente si rilassa, le 10 ore quotidiane a volte diventano 9 e qualche domenica si passa di nuovo in famiglia. In quel mese riprendo almeno 2 dei suddetti 4kg.
Poi c'è il nulla: tra una produzione e l'altra spesso (Dio grazie!) c'è un intervallo variabile che va da una settimana a un mese circa (di solito), pausa ovviamente non pagata e non sotto contratto, momento in cui il mio corpo riprende la sua vita, voglio dire: ritorna a capire che c'è una vita fuori dalla sala di montaggio, e si stalla sul suo peso normale tondeggiante riprendendo gli ultimi kg persi.
Insomma, chiunque può capire a che stadio mi trovo semplicemente guardandomi il culo:)
Facciamo che la produzione del programma X duri sei mesi (facciamo 7 contando il naturale e fisiologico ritardo in cui incappano tutti i programmi di questo mondo, soprattutto quelli spacciati dalla rete come "semplici programmini" i quali poi si ritrovano ad essere "immensi casini"). Il primo mese in cui pare essere tutto sotto controllo il mio peso non accenna a schiodarsi dalla sua tipica abbondanza, poi purtroppo il primo mese passa e tutti passeranno il resto del tempo a rimpiangerlo: nei restanti 4/5 mesi difatti tutti si troveranno a lavorare un minimo di 10 ore al giorno, spesso weekend compresi, per parare alla rilassatezza di tal primo mese e a tutti gli immancabili errori che accompagnonano tutte le produzioni televisive non so se del mondo ma d'Italia sicuro. In quei 4/5 mesi io perdo statisticamente 4/5 kg. L'ho nominata "dieta televisiva" ed è composta dai seguenti, sani e bilanciati elementi:
ORE 9 colazione
brioche ingurcitata correndo verso l'ufficio
ORE 14
(Lpensa:"oddio! Mi sono scordata che era ora di pranzo! ma siamo sul set, siamo in ritardo, siamo, sono..."L non sa cosa pensare)
taralli della macchinetta e mela rinvenuta nella tasca destra del cappotto probabilmente risale al 15-18
ORE18
caffè macchiato
ORE21
L "forse è il caso di ordinare un falafel?"
Tutti "sì sì sì"
falafel
ORE 22,30
un bel succo di frutta sempre delle famose macchinette sulla via di casa
conornare il tutto con zero attività fisica ma tanto ottimo stress di prima qualità
Poi arriva l'ultimo mese, il mese dell'archivio, dei commenti, di com'è andata, di speriamo di aver fatto tutto, di "oh cielo ma il mio contratto è scaduto da 2 settimane!", è il mese in cui la gente si rilassa, le 10 ore quotidiane a volte diventano 9 e qualche domenica si passa di nuovo in famiglia. In quel mese riprendo almeno 2 dei suddetti 4kg.
Poi c'è il nulla: tra una produzione e l'altra spesso (Dio grazie!) c'è un intervallo variabile che va da una settimana a un mese circa (di solito), pausa ovviamente non pagata e non sotto contratto, momento in cui il mio corpo riprende la sua vita, voglio dire: ritorna a capire che c'è una vita fuori dalla sala di montaggio, e si stalla sul suo peso normale tondeggiante riprendendo gli ultimi kg persi.
Insomma, chiunque può capire a che stadio mi trovo semplicemente guardandomi il culo:)
LIFE ON TV
Chi lavora in televisione lo sa: è un mondo strano. Ogni mattina con gli occhi cisposi arrivi in ufficio e non sai mai cosa ti aspetta. Tutto riesce a sorprenderti, a partire dalle conversazioni con i colleghi.
Difatti non è raro imbattersi in scambi di dialettiche tipo:
PERSONAGGI: L. e collega G
collega G "ciao L come stai? dai accompagnami a prendere un caffè che sta notte non ho dormito e ora sono morto"
L"certo G, io lo prendo macchiato. Ma come mai non hai dormito?"
Collega G passa ad L il caffè (lungo) e sospira tacendo.
L(essendo pettegola, incalza) "coliche?gastrospasmi?telefonate di ex fidanzate alle 3 di mattina?il gatto in amore?dolori in famiglia?Incubi?"
Collega G sorseggia il pessimo caffè delle macchinette scuotendo la testa affranto
L"cosa ti affliggeva? cose che la moderna farmacologia o la vecchia camonilla della nonna non potevano curare?"
G annuisce e dice "sì. L'auditel"
Ad L va di traverso il caffè.
Dicasi Audite un'odiosa macchinetta installata in pochissime case di pochissimi fortunelli (?) in Italia che registra e ricorda tutti gli scatti del telecomando di questi ultimi, segnando così il famoso grado di apprezzamento popolare da cui nascono tabelle studiate a memoria da chi lavora in tv. Spesso determinano polveri o altari dei programmi. Ed evidentemente non solo dei programmi, ma anche dei cuscini dei loro autori.
Insomma, se quello che vedete sullo schermo è merda, significa anche che questi pochi fortunelli (?) hanno gusti di merda. E che troppa gente non dorme per l'auditel.
altra conversazione
PERSONAGGI L. e collega B
collega B "oh, ieri mi ha fatto impazzire"
L. "che bello B! chi è il fortunato?"
collega B "il vestito della Ventura"
L tace ma da copione dovrebbe sgranare gli occhi e dire con il giusto calibor tra l'entusiasta e il compiacente "meravigliosooooooo"
(chi fa televisione spesso la guarda anche e ci si perde dentro.)
Difatti non è raro imbattersi in scambi di dialettiche tipo:
PERSONAGGI: L. e collega G
collega G "ciao L come stai? dai accompagnami a prendere un caffè che sta notte non ho dormito e ora sono morto"
L"certo G, io lo prendo macchiato. Ma come mai non hai dormito?"
Collega G passa ad L il caffè (lungo) e sospira tacendo.
L(essendo pettegola, incalza) "coliche?gastrospasmi?telefonate di ex fidanzate alle 3 di mattina?il gatto in amore?dolori in famiglia?Incubi?"
Collega G sorseggia il pessimo caffè delle macchinette scuotendo la testa affranto
L"cosa ti affliggeva? cose che la moderna farmacologia o la vecchia camonilla della nonna non potevano curare?"
G annuisce e dice "sì. L'auditel"
Ad L va di traverso il caffè.
Dicasi Audite un'odiosa macchinetta installata in pochissime case di pochissimi fortunelli (?) in Italia che registra e ricorda tutti gli scatti del telecomando di questi ultimi, segnando così il famoso grado di apprezzamento popolare da cui nascono tabelle studiate a memoria da chi lavora in tv. Spesso determinano polveri o altari dei programmi. Ed evidentemente non solo dei programmi, ma anche dei cuscini dei loro autori.
Insomma, se quello che vedete sullo schermo è merda, significa anche che questi pochi fortunelli (?) hanno gusti di merda. E che troppa gente non dorme per l'auditel.
altra conversazione
PERSONAGGI L. e collega B
collega B "oh, ieri mi ha fatto impazzire"
L. "che bello B! chi è il fortunato?"
collega B "il vestito della Ventura"
L tace ma da copione dovrebbe sgranare gli occhi e dire con il giusto calibor tra l'entusiasta e il compiacente "meravigliosooooooo"
(chi fa televisione spesso la guarda anche e ci si perde dentro.)
BUON GIORNO
Ogni giorno uno stagista si sveglia e sa che dovrà farsi il culo se vuole un rimborso spese decente.
Ogni giorno un neofita con contratto in scadenza si sveglia e sa che dovrà farsi il culo se vuole vederlo rinnovato.
Non importa se tu sei stagista o neofita (e nemmeno lavoratore esperto, per dirla tutta) il culo te lo devi fare. O te lo fanno.
Ogni giorno un neofita con contratto in scadenza si sveglia e sa che dovrà farsi il culo se vuole vederlo rinnovato.
Non importa se tu sei stagista o neofita (e nemmeno lavoratore esperto, per dirla tutta) il culo te lo devi fare. O te lo fanno.
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