lunedì 26 gennaio 2009

dualismo

Appena mi allontano da questà città sento tutti i miei timori e le mie ansie dipanarsi e sciogliersi come la neve.
Torno, e sono punto a capo!
Quando lavoro dalla mattina alla sera, guadagno (ma neanche tanto), faccio la "donna moderna", e rubo tempo alla notte per pulire casa sento sempre un retrogusto di angoscia nei miei giorni.
Quando mi prendo cura delle galline di mia madre, faccio torte, guardo film e mi occupo della casa invece guadagno anni di serenità.
Probabilmente sono una casalinga dentro ma ho sbagliato epoca!

O forse è il dualismo di tutte le donne che faticano a conciliare la dimensione famigliare, intima, privata, con quella combattiva del mondo esterno.
Anche perchè il mondo del lavoro spesso premia e ricerca virtù (virtù??) prettamente maschili: competizione, prevaricazione, disponibilità temporale illimitata, assenza di maternità... infatti, almeno nel mio ambito, le donne che fanno carriera sono praticamente uomini. Belle, curate e femminili, ma uomini.
Non le ferma niente e nessuno, non hanno famiglia, non hanno peli sulla lingua né sullo stomaco.
Stimabili e intelligenti certo, ma a volte mi chiedo se non abbiano dovuto rinunciare a qualcosa di davvero importante per essere dove/come sono... e non mi rifersico semplicemente ai figli, ma a quella sensibilità che di solito forma le donne.

E' come se nella "lotta" per la parità non sia stato creato un vero equilibrio improntato sulle peculiarità dei due sessi, che sono indibbiamente diversi, ma un appiattimento della donna sul modello maschile.

Oppure sono io che ho difficoltà ad adattarmi al mondo di fuori perchè sono ansiogena, antisociale e spesso misantropa e queste sono solo attenuanti che mi autoracconto per evitare il suddetto realismo!! (Anche più semplicemente: se avessi sbagiato carriera??)
Bentornata nel mondo dopo 3 giorni da tua madre, L.

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