Pare che dopo esperienze pericolose il corpo tenda alla vita con più intensità: gli occhi vedono meglio, l'adrenalina impedisce il sonno, si sente il bisogno di vivere tutto.
Anche dopo un lungo digiuno il corpo inizia a "vedere meglio" e a "sentire meglio", come se, privato dall'incombenza digestiva, potesse finalmente dedicarsi a tutto quello che è il resto.
Il nostro organismo è strano, quando rischia capisce integralmente quanto sia intensa la vita...invece quando semplicemente vive spesso ci porta a lamentarci, a sentirci insofferenti del nostro stesso esistere.
Proprio per questo (ma anche per mille altre cose) posso capire la fascinazione verso l'estremo, l'oscuro: droghe, velocità, rischio, fame... nel loro essere esperienze pericolose, per paradosso, legano alla vita. O riportano alla vita.
Posso capire, non posso giudicare.
Però quando questo lede la libertà degli altri, inizia a fare troppo male.
venerdì 16 gennaio 2009
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