Alla fine la tv è come la cacca: la facciamo ma non è detto che dobbiamo guardarla per forza!
Però io la guardo, quando non lavoro (cioè di rado). Comprendo la banalità della tv, inclusi i programmi che fa la casa di produzione per cui lavoro, però a volte, a piccole dosi, mi piace guardarli.
Ogni programma ha una struttura rigida e precisa, una scaletta che lo accompagna fedelmente tra un nero e l'altro, una struttura che lo regge prima di farlo cadere nell'oblio in cui cade tutta la tv.
Ecco, quella struttura mi piace.
Ha il potere di tranquillizzarmi, di rilassarmi quando le mie giornate partono con il piede sbagliato.
Mi piace la ripetizione del medesimo fino alla nausea, mi illude che il tempo non passi, che le cose non cambino. Ogni giorno c'è un tronista e le corteggiatrici che si accapigliano, ogni giorno c'è una velina che sgambetta, ogni giorno a forum due anziani litigano perchè l'erba del vicino è sempre più verde, tutto questo nonostante le armi l'acciaio e le malattie del mondo.
E poi mi piace il suo non essere nulla: non è arte, non è informazioni, non è vero intrattenimento (tutti potremmo elencare mille cose che ci intrattengono meglio della tv!). E' bello constatare di aver creato il nulla.
L'unica cosa che non capisco è perchè questo nulla abbia raggiungo una così vasta importanza per molte persone che basano i loro pensieri, i loro voti e la loro esistenza sul palinsesto.
Spesso mi sono chiesta perchè ho deciso di lavorare in tv, e credo che la risposta derivi proprio da questo nulla.
Io da piccola volevo fare cose che avevano a che fare con il tutto, cose davvero utili: mi sognavo neurologo, anestesista o veterinario. E siccome amavo scrivere anche giornalista! (Ovviamente tutto insieme, ero iper attiva anche nei sogni).
Poi però crescendo mi sono trovata nel corpo e nella mente di una giovane donna attratta dalle immagini in movinento (quanti pomeriggi al cinema! quanti film!) e allergica alle responsabilità.
La responsabilità mi incuteva un terrore sinistro.
E tutti i lavori utili comportano una notevole responsabilità.
Quindi per poter vivere sovrappensiero ho scelto la strada di quello che mi sembrava il lavoro inutile per eccellenza, appunto il nulla, quindi la tv.
Purtroppo però per molti miei colleghi fare un prime time è come fare un'operazione a cuore aperto, e la mia speranza di vivere con poco stress è stata vanificata dalla contingenza del lavoro.
Ma resta il fatto che in tv ogni errore è rimediabile, ogni scelta è modificabile, ogni disastro è ricucibile.
Questo è il suo bello, questo è quello che mi diverte.
Perchè alla fine, nonostante gli orari e la follia diffusa, devo ammettere il mio lavoro mi diverte.
Per quanto migliore, temo che fare il dottore non mi divertirebbe (nonostante l'attrazione per tutto ciò che è ospedale, guarigione, bisturi etc non demorda... anzi se in ascolto c'è un bel chirurgo che mi vuole sposare io sono qui:)
Magari a 30 anni cambierò vita e farò scienze infermieristiche. Magari a 30 cambierò vita e mi trasferirò all'estero a cucinare torte in una pasticceria a little italy (tanto i miei famigliari, credendomi impegnata in una produzione particolarmente lunga, non se ne accorgeranno e non si preoccuperanno). Magari a 30....
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